Ci sono troppi casi di insegnanti che commerciano in libri di testo o tengono, al riguardo, altri comportamenti in contrasto con la Legge. A segnalarlo è Sil, il Sindacato Italiano dei Librai Confesercenti, che in una lettera al MIUR mette in guardia relativamente al “crescente numero di casi di comportamenti tenuti da esponenti del corpo docente in contrasto, diretto o indiretto, con quanto previsto” dalla normativa, che vieta “ai docenti e a tutti i funzionari preposti ai servizi dell’istruzione elementare di esercitare il commercio dei libri di testo”.
“Detti comportamenti – scrive l’Associazione d’imprese – mettono in grave difficoltà i nostri associati e più in generale le librerie e cartolibrerie del Paese, in un contesto peraltro già gravemente compromesso dalla situazione di mercato. Da numerosi territori, ci arrivano infatti segnalazioni di docenti che raccolgono denaro nelle classi per procurare direttamente agli studenti, spesso attraverso i rappresentanti editoriali non autorizzati alla vendita diretta, libri di testo e sussidi parascolastici; ma c’è anche chi raccoglie le cedole librarie per i testi della scuola primaria, onde occuparsi direttamente dell’approvvigionamento”.
“Altre segnalazioni, ultimamente – si legge ancora nella lettera – riguardano poi l’utilizzo improprio della ‘Carta del Docente’. In alcuni casi viene richiesto agli operatori commerciali accreditati di fornire più copie dello stesso titolo, al fine di rivendere le stesse agli studenti delle classi nei quali i docenti svolgono l’attività. In tali situazioni, il fine ultimo, come facilmente si comprende, non è certo quello di utilizzare il bonus per la formazione, quanto piuttosto quello di monetizzarlo”.
“Siamo pertanto a chiedere un autorevole intervento – conclude il testo – affinché i Dirigenti Scolastici sensibilizzino i docenti sulla normativa. L’auspicio è che il MIUR dirami una nota esplicativa che evidenzi e chiarisca tutti i comportamenti irregolari o comunque inopportuni, perché si presterebbero a creare condizioni contrarie alla concorrenza. Un intervento che si impone per motivi di certezza del diritto, oltre che per riaffermare il rispetto del ruolo delle librerie e cartolibrerie, fondamentale, come quello dei docenti, per la diffusione della cultura e dell’istruzione”.
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